Mia proposta per la Poesia in anonimo

                                        

Contrariamente a quanto si pensa, la poesia oggi esplode. Si scrive moltissimo dovunque, talvolta con notevole freschezza e originalità, soprattutto in rete. Si esplora con felicità questa modalità libera di scrittura con grande voglia di condivisione, sganciata dall’ansia di notorietà e, almeno per molti – soprattutto giovani – malgrado la scuola (sono autodidatti i giovani, a questo proposito, e molti sono quelli capaci di scrivere cose anche memorabili).

Scrivono in tantissimi, me lo confidano in molti: nel mio condominio sono già in tre; nello studio medico che frequento per lavoro anche il direttore medico scrive aforismi; nei blog pullulano gli aspiranti poeti. Come si fa a dire che la poesia muore, almeno come esigenza creativa?

E questo accade non solo per il maggiore livello raggiunto di alfabetizzazione, ma perché sempre più si consolida la convinzione che frequentare la poesia – chi legge poesia, dopo un po’ inevitabilmente finisce per scrivere – significa percorrere il solo territorio dove l’invasione omologante del sistema economicista/consumista/ipertecnologico non può raggiungere; dove la ricerca della dimensione estetica-etica rimarrà sempre il mezzo per salvarsi da qualsiasi barbarie.

I reading poetici sono super affollati; si legge poesia sempre più nei festival, nei caffè letterari, nelle biblioteche e nei circoli privati. Ma la poesia si legge pochissimo sui libri e pochi sono i libri di poesia sugli scaffali delle librerie, che rifiutano di esporre anche titoli nuovi e validi, è vero. E si pubblica – a pagamento – anche molto ciarpame.

Di rado si invitano i poeti a leggere nelle scuole, dove la conoscenza della poesia è ancora legata a moduli stantii; dove non si tengono laboratori di scrittura poetica; dove quasi mai si parla di poesia contemporanea e straniera.

Il pubblico potenziale della poesia è scoraggiato anche dall’assenza di indicazioni autorevoli e condivise sui poeti contemporanei che garantiscano almeno una convalida di massima, vista purtroppo la nota presa di distanza di molti critici da questa responsabilità e visto l’infinito numero di antologie basate in genere su criteri generazionali o tematici, sempre molto difformi.

Perché allora non raccogliere questa mia idea?

Invitare tutte le case editrici interessate a pubblicare magari insieme – magari anche solo un libro nuovo l’anno – in formato piccolo, con voci selezionatissime di autori oggi attivi, giovani e non, a costo minimo e di sicuro con guadagno per le stesse case editrici, se i votanti si impegnano ad acquistare un libro di sicuro garantito nella qualità?

Un sogno ormai realizzabile, nell’era di internet: un’iniziativa-fiore all’occhiello che potrebbe essere pubblicizzata in rete dagli stessi siti a costo zero, facendo votare i testi inediti da un numero altissimo di lettori di poesia, compresi studenti, redattori di riviste, saggisti, docenti, critici, poeti.

Condizione neutrale sine qua non dovrebbe essere far votare in rete i testi inediti in anonimo, con voto non ripetibile, quindi con la garanzia di zero spinte autoreferenziali o editoriali, che sappiamo alla lunga inutili. E pubblicarli come tali, in anonimo.

Il piccolo volume antologico pubblicato e distribuito a basso costo sarebbe acquistato di certo da tutti i votanti, con una buona ricaduta economica per il collettivo editoriale.

E i poeti tutti, anche se alcuni si dicono riconoscibili per stile e poetica, non dovrebbero temere di scendere in una gara larghissima, di provarcisi almeno con umiltà, superando ogni narcisismo e/o consolidata posizione di potere o notorietà.

Sarebbe l’unico modo perché si affermi e abbia una più giusta risonanza la poesia autentica e universale: quella in cui riconosciamo noi stessi e il mondo, quella capace di lasciare traccia e che vien voglia di imparare a memoria.

Dettagli tecnici e dubbi sulla realizzazione potrebbero, se ci fosse onestà e volontà, essere discussi e risolti.

Sarebbe una versione moderna – utopica forse, ma molto suggestiva – di quel che è accaduto al poema omerico: un canto collettivo memorabile, in cui la sola forza della parola – quel che davvero conta, di certo non il nome o la biografia – ha attraversato il tempo restando ancora oggi anonima.

Questa proposta raccoglie moltissimi consensi individuali, ma occorrerebbe una seria presa in carico delle case editrici, in accordo con siti e blog autorevoli, da coinvolgere in un’operazione tanto più importante quanto più larga nei numeri.

Vale la pena lanciare l’idea, audace ma possibile.

Annamaria Ferramosca
(elaborazione in progress dal 2010 in poi)

                                        

Progetto per un Registro Mobile di Poesia

                                        

Questo progetto è nato mesi fa da un dibattito su Facebook su una mia idea forse non del tutto utopica, derivata dalla osservazione del soverchiante numero di libri di poesia che oggi si pubblicano e dalla crescente richiesta, da parte dei lettori, di un chiaro orientamento sulla scrittura poetica italiana di spessore. Questa richiesta continua ad essere oggi sempre più inevasa, in quanto la critica competente ha da tempo rinunciato all’improbo lavoro di ricognizione e selezione delle infinite opere pubblicate e si limita a sempre più rari lavori antologici, di solito basati su criteri generazionali o tematici, di certo non esaustivi, abbandonando il campo a una critica, legata ad interessi editoriali o di gruppo, se non addirittura amicali, con evidenti scambi del do ut des.

Nella stragrande maggioranza dei casi è noto come la pubblicità dell’opera e la sua vendibilità sono ottenute soprattutto per autopromozione – attraverso i canali social – dell’autore, che diviene personaggio-venditore del proprio prodotto secondo le logiche di un mercato virtuale che nulla hanno a che vedere con qualità e spessore della scrittura poetica, elementi che dovrebbe essere studiati e discussi da soggetti professionali competenti e soprattutto indipendenti.

Quali le alternative? Proprio dalla raffinata tecnologia a disposizione e dalla attuale possibilità di comunicazione per grandi numeri di soggetti implicati nello studio e   valorizzazione di una scrittura, potrebbe oggi realizzarsi una diversa, limpida e molto più giusta modalità, nel rispetto del lettore e dell’arte poetica, capace di opporsi al caos attuale o al vuoto.

Lo schema progettuale proposto, che di certo richiede ulteriore studio e sforzo collettivo di tutti i soggetti interessati per perfezionarsi e superare ostacoli, è stato già oggetto di un mio sondaggio (per ora limitato a un non grande numero di direttori e redattori di riviste di poesia, oltre che di editori e autori a me noti, sondaggio che ha ricevuto adesioni con idee migliorative, ma anche alcune critiche, in genere basate sulla dichiarata osservazione di mancanza di onestà tra i critici e perfino disinteresse da parte di  coloro che pure dichiarandosi fervidi operatori culturali, sono favorevoli a lasciare inalterato lo status quo e… che vinca il più furbo e il più bravo venditore!

 

Il progetto Registro Mobile di Poesia si pone dunque l’obiettivo di superare impasse e prassi non limpide attraverso il volontario coinvolgimento di un buon numero di critici onesti, competenti e indipendenti (che sappiamo essere in gran numero i forti lavoratori volontari presso tante redazioni di riviste) che decideranno di dedicare una anche minima parte del loro studio a questa vasta, ma necessaria operazione di valutazione critica – senza esclusioni – della poesia che via via si pubblica sull’intero territorio italiano, rendendola indipendente dai vari limiti del pressapochismo dilagante, dei potenti circuiti editoriali, binari accademici, teorizzazioni di gruppi – scuole e da varie altre condizioni privilegiate o escludenti.

E’ infatti ormai confermata la convinzione della impossibilità del sistema attuale di critica poetica, di offrire pari chance di valutazione a tutte le opere di poesia pubblicate, viste le numerose, pur meritevoli e a volte eccellenti, opere rimaste ingiustamente non valorizzate.  

 L’unica soluzione possibile sarebbe dunque quella di realizzare un Registro  che accolga i files pdf delle opere poetiche via via pubblicate  (a partire dall’oggi o da una data recente da concordare ), allo scopo di rendere accessibile alla critica il panorama della scrittura poetica italiana nella sua interezza, varietà e futura evoluzione.

 

Funzionamento del Registro:

 

Le opere di poesia pubblicate sarebbero inviate direttamente dagli Editori e/o dagli Autori provvisti di liberatoria editoriale, sotto forma di files pdf , ad un Sito-archivio ( unico e/o diviso in tre sezioni, al fine di accogliere le opere dalle tre aree geografiche: nord, centro e sud-isole),  dove i files resterebbero disponibili – senza limiti di tempo – per le richieste di tutti i critici che liberamente volessero sceglierne alcune, per studiarle e recensirle.

Le richieste dei singoli critici sarebbero inviate al sito per mail su apposito modulo, corredate da:

– documento di identità

-curriculum aggiornato(redattore di rivista letteraria, autore di pubblicazioni, saggi, docente di letteratura)

-dichiarazione di assoluta indipendenza e prassi etica professionale (es. valutazione critica di una scrittura poetica che, pur nella imprescindibile libertà creativa, abbia come basi la dignità e memorabilità, attraverso la forza del contenuto e della forma e della loro armonizzazione in esiti di trasmissione di senso e resa estetica.)

  • impegno a inviare al Registro, a titolo gratuito, un numero minimo di recensioni/ per anno ( es. non meno di 5 )
  • impegno, sotto la propria responsabilità, a non diffondere il pdf e/o copia dell’opera richiesta, distruggendoli dopo la lettura.

  – firma certificata.

 

Il sito (o i tre siti) dovrebbe essere organizzato come Ass.ne culturale indipendente e possibilmente avere il supporto di fondi pubblici – Ministero Cultura ( es. bando PPR 2023 per il sostegno alla digitalizzazione del patrimonio culturale, etc.)

Occorrerà infatti remunerare soltanto il lavoro di un operatore informatico che dovrà organizzare il sito-archivio e gestirlo ( ricevere i files pdf dagli autori e editori, pubblicarne l’elenco nel sito, ricevere le richieste dei pdf dai critici controllandone la documentazione, inviare i pdf dei libri richiesti ai critici, pubblicare nel sito per esteso le sole recensioni dei critici da essi firmate, rendendole così disponibili al pubblico dei lettori).

 

Il Registro Mobile di Poesia dunque, in quanto risultato di un lavoro indipendente su vasta scala, avrebbe significatività e importanza se riceverà l’adesione di un larghissimo numero di autori, editori e critici, così da divenire un centro di riferimento nazionale, capace di assicurare il raggiungimento di 3 importanti obiettivi culturali:

 

  • la conservazione illimitata nel tempo delle opere poetiche in un unico archivio nazionale.

2) la valutazione critica libera e indipendente delle opere poetiche, in quanto offerte allo studio e al confronto critico generalizzato e dunque assicurandone la mobilità valoriale, per la  continua possibile riformulazione complessiva delle valutazioni critiche di ciascuna opera lungo il tempo, in quanto variabili nel numero e nel contenuto e dunque sottratte alla fissità di pareri espressi una volta per tutte, come avviene nelle antologizzazioni.

3) vantaggio per i lettori di poesia, che prima dell’acquisto di un libro potranno consultare il Registro per visionare i liberi pareri critici depositati.

 

Porgo il mio più denso grazie a coloro che hanno già espresso la propria adesione al progetto, di certo ancora perfezionabile, e a chi vorrà diffondere la proposta ad altri critici, autori, editori, operatori culturali, nonché a riviste letterarie, associazioni culturali, biblioteche, scuole, università.

 

Con il mio augurio di chiaro, onesto e  generoso lavoro, utile alla poesia tutta.

Roma, settembre 2024             Annamaria Ferramosca

www.annamariaferramosca.it

Per info e utili suggerimenti, scrivere a:  ferrannam@gmail.com

Progetto POETRY SOUND LIBRARY

                                        

Continua nella sua attuazione il bellissimo Progetto ideato dalla poeta e attivissima divulgatrice di poesia Giovanna Iorio  (vedi notizie della presentazione romana del 2019 in questo sito https://www.annamariaferramosca.it/eventi/presentazione-di-poetry-sound-library/

Nella pagina vi sono le indicazioni per i poeti che volessero richiedere di inserire un proprio testo registrato sulla mappa sonora mondiale della poesia). Da nov.2018 centinaia di voci di poeti del passato e di oggi sono geolocalizzati nelle loro città di nascita o nei luoghi cari.

Sono onorata di essere Voice Ambassador di questo progetto per Italia e Regione Puglia, e di offrire dal mio luogo di nascita, Tricase(Lecce) il mio testo poetico “Di voce attesa“, tratto dal libro Poesia anima  mundi, Poiein 2011.

Per ascoltare il testo poetico clicca sul marker giallo nella mappa qui in basso