Poesie italiane nella capsula del tempo

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Sono onorata di attraversare il tempo nella PoetsTime Capsule ideata dall’amica poeta Giovanna Iorio. Essere insieme a Montale e al gruppo di poeti italiani con le nostre parole lanciate verso il futuro, ci dà infinita fiducia nel potere incrollabile della Poesia. Grazie a Giovanna e che il viaggio poetico sia felice!

Annamaria Ferramosca

Poesia per il futuro. Una capsula del tempo per i 100 anni di “Ossi di seppia” – intervista a Giovanna Iorio

Poesia per il futuro. Una capsula del tempo per i 100 anni di “Ossi di seppia” – intervista a Giovanna Iorio sulla time capsule che verrà aperta il 15 giugno 2125

di Annalisa Lucini

Il prossimo 6 dicembre in Gran Bretagna, verrà sigillata una capsula del tempo letteraria che celebra i cento anni del capolavoro di Eugenio Montale “Ossi di seppia”.

La cerimonia – che si svolgerà presso Haileybury College di Hertford – parte da un progetto realizzato da Giovanna Iorio che dirige il Dipartimento di Italianistica nel college inglese ed è patrocinato dall’Istituto italiano di cultura di Londra.

A voler coniugare la visionaria iniziativa con alcuni principi di meccanica quantistica, questa speciale Time capsule potrebbe essere paragonata alla scatola immaginata da Erwin Schrödinger.

E dunque prendendo spunto da quell’esperimento mentale, riuscire “oggi” a realizzare un progetto di questo genere costituisce non solo un importante risultato ma pone l’accento sulla paradossale sovrapposizione di “evento avvenuto-non avvenuto” nel quale ciò che è vivo e ciò che è morto è presente contemporaneamente.

Sull’imminenza della celebrazione che avverrà alle porte di Londra, Giovanna Iorio, docente e poeta che conosco da tempo, ha accettato di rispondere ad alcune domande per Retroguardia 3.0, Quaderno elettronico di critica letteraria.

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Il progetto s’intitola Poesia per il futuro. Una capsula del tempo per i 100 anni di “Ossi di seppia”. Come è nato questo progetto e quante adesioni ha avuto?

Grazie Annalisa, sono molto felice di questa opportunità. Haileybury, il collegio inglese dove insegno letteratura italiana, ha una prestigiosa raccolta di documenti preservati negli Archivi. Credo molto nel ruolo che le biblioteche da una parte e gli archivi dall’altra hanno di diffondere e preservare le opere dell’umanità. Mi commuovo quando da un cassetto riemerge uno scritto, una lettera, di un famigliare o di un amico. La grafia è come una seconda fisionomia dei nostri scrittori che torna con i manoscritti. Ho anche pensato ai poeti contemporanei italiani, tante voci che immagino come un coro polifonico e commovente. Ho pensato a un vaso di Pandora al contrario, pieno di bene e speranze, che fra cent’anni possa liberare voci inaspettate e antiche, magicamente di nuovo vive e nuove. L’amico Eugenio Lucrezi ne ha parlato in un articolo su Repubblica Napoli e io ho invitato tutti a partecipare sui social media. Nella capsula verranno conservati 37 testi di poeti e autori contemporanei. Ci sono anche cari amici, come i musicisti Lucio Lazzaruolo e Giuseppe Natale. Il mio testo è accompagnato da uno spartito scritto dal Maestro Natale per esempio. Insomma, insieme a tanti autori che hanno creduto in questo progetto, vorrei conservare il calore di questa umanità pulsante che chiamiamo artisti.

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Italian Poets Time capsule conterrà il tempo in poesia e non solo, con un sigillo speciale:

«Sealed 6 December 2025- To be opened 15 june 2125».

Oggi sembra difficile immaginare quella data finale di apertura della capsula, eppure attraverso espressioni e stili di scrittura diversi, nel 2125 il nuovo mondo – che ancora non conosciamo – avrà una visione d’insieme di questa poesia contemporanea.

E nell’idea suggestiva che il nostro tempo e quello che è già stato siano “in viaggio” verso un altro tempo, è tracciata una curva che oltrepassa l’oggi e i “bisogni inutili”, gli stessi che già Montale nel 1966 aveva soltanto intuito.

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T.S. Eliot scriveva in “Burnt Norton” che Tempo presente e tempo passato / sono forse presenti nel tempo futuro, / il tempo futuro è contenuto nel tempo passato. / Se tutto il tempo è eternamente presente /tutto il tempo non è riscattabile. Che cosa rappresenta per te il tempo?

Il tempo è un amico misterioso che disperatamente tento di capire, incontrare, conoscere, afferrare, fermare, accelerare, ingannare, amare, non temere.

Forse posso rispondere alla tua bellissima domanda (e a T.S. Eliot) con un mio testo, da una raccolta inedita, ritrovato proprio in un cassetto, dopo aver riflettuto sulla tua domanda:

Voglio ricordarmi di me

di un tempo in cui non esistevo

mi ricordo di me in un sogno

una bambina seduta in cima

a una montagna

giocavo sulla frana di nocciole

dei frutti mi piaceva il rumore

ero un fantasma

con le ginocchia sbucciate

le ossa cave le scapole alate

ricordo il suono dei gusci vuoti e una sera

dopo che aveva piovuto

sul muretto schiacciai una lumaca

poi venne l’alba e un gallo

con la cresta rossa si levò come se avesse

dentro il sole

così iniziava ogni giorno

ma era sempre lo stesso giorno

e il tempo non mutava

e le trecce non avevano nastri

e il canto del gallo se ne stava

sospeso in aria come cotone

il tempo era una crosta sulle mie ginocchia

che non guarivano mai

io la staccavo e il sangue

la sera sgorgava rosso

non si chiudevano mai

le mie cicatrici

e così di sera

riaprivo le ferite del giorno

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Ricordare il passato è sempre possibile attraverso i documenti storici e, in modo ambizioso, si potrebbe andare oltre questo aspetto – anche con la rilettura di tracce lasciate ad hoc – attraverso ciò che resta.

Il concetto stesso di documento, peraltro attualmente inteso anche come dematerializzato, contiene in sé l’idea di testimonianza dell’evoluzione umana.

In un certo senso, una capsula del tempo è la materializzazione di un genere particolare di documenti storici.

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Time Capsule è contenitore di testimonianze di vita materiale e culturale. Quale percezione avranno le generazioni future della poesia contemporanea?

Oltre ai testi dei poeti, nella Capsula del Tempo verranno custodite anche delle Lettere: sono Lettere al futuro, come se il futuro fosse un bambino da educare. In una di esse chiedo cura e attenzione per questi documenti, amore e impegno nel diffonderli, mostrarli, pubblicarli, recitarli e conservarli. Inevitabilmente il pensiero corre al Discorso di Montale per il Nobel: “La poesia è inutile… Sì, inutile. Ma come è inutile un cielo azzurro di notte. Senza quel colore, come si potrebbe sopravvivere al buio?”

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Sarebbe impossibile sopravvivere al buio se non esistesse quel cielo azzurro… perché tutte le immagini portano scritto: ‘più in là!’ Ed è dirompente la forza di quest’ultimo verso dell’amico dell’invisibile.

Come del resto sono illuminanti le parole di Montale in “A galla”: …non c’è sosta per noi, /ma strada, ancora strada, / e che il cammino è sempre da ricominciare.

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Quali versi di Montale utilizzeresti come sigillo della capsula del tempo che -silenziosa – sta per intraprendere il suo cammino verso il futuro?

Il Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Londra, il Dott. Francesco Bongarrà (ndr l’evento ha ricevuto il patrocinio non oneroso dell’IIC Londra che ne ha riconosciuto il valore culturale) ha scritto una lettera bellissima citando dei versi di un testo di Lucio Dalla, Futura. Sono d’accordo con il direttore, che ha scelto le parole del nostro cantautore-poeta per la cerimonia, sono parole che trasmettono fiducia e speranza. Inoltre, abbiamo ricevuto in dono dal Centro di ricerca sulla tradizione manoscritta di autori moderni e contemporanei dell’Università di Pavia, la copia digitale autentica del manoscritto di Montale I limoni che verrà conservato insieme ai testi dei poeti. Colgo l’occasione per ringraziare il Presidente del Centro, il dott. Giuseppe Antonelli e i suoi collaboratori per questo importante contributo. Ho una immagine davanti agli occhi: la time capsule si aprirà fra cento anni e le trombe d’oro della solarità illumineranno la stanza in una nuova e luminosa giornata di sole il 15 giugno 2125.

Quando un giorno da un malchiuso portone

tra gli alberi di una corte

ci si mostrano i gialli dei limoni;

e il gelo dei cuore si sfa,

e in petto ci scrosciano

le loro canzoni

le trombe d’oro della solarità.

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Grazie a Giovanna Iorio per avermi voluta per raccontare questo progetto visionario, grazie al Direttore di Retroguardia 3.0 Francesco Sasso per la sua lungimiranza e grazie alla Poesia che ci sopravvivrà.