dizioni CFR, collana Le Farfalle di Plutone
traduzione di Tatiana Ciobanu, Elena Todiras, versione poetica e introduzione di Annamaria Ferramosca, supervisione di Gabriella Molcsan.
Sarà presente l’autore
Interventi di Tatiana Ciobanu, Manuel Cohen, Annamaria Ferramosca
non dimenticherò mai il fiorire del medioevo
visto su una spada
di Damocle, l’inizio dell’attacco militare, lo sciame
delle farfalle al posto della censura
il loro pane amaro.
mi rifugio nei piccoli tuoni della morte
dopo di che solo carezze di madre
Gheorghe Vidican è poeta della generazione romena degli anni ottanta, di grande personalità e con una sua autonoma fisionomia, egli stesso orgoglioso di considerarsi distante da qualsiasi influenza di corrente o gruppo.
La sua scrittura segue un consolidato progetto personale di nuovo simbolismo, in cui è evidente l’intenzione di mescolare echi del passato e incursioni nella realtà, tracce di memoria e di sogni utopici, e questo intento è perseguito all’interno di una cura serrata del linguaggio. La sua
poesia è stata definita dal critico Cristian Livescu un esempio di “surrealismo residuale”, per la sua tensione volta a sciogliere nel dettato campi suggestivi disarticolati e visionari.
La poetica di Gheorghe Vidican, nonostante la presa di distanza dal coinvolgimento personale, appare portatrice dell’inquietudine moderna e di un’ansia metafisica espressa da versi insoliti e fortemente evocativi. Una poesia che raggiunge esiti “civili” nel suo dilatare verso i tormentati versanti della realtà dell’oggi con forte incisività di sguardo e parola. Per questi motivi merita di essere tradotta e diffusa.